Un figlio dei cantautori di oggi di ieri, di domani, un figlio delle loro musiche, delle loro parole, delle loro poesie.
Con un brivido precoce
lei mi parla d'amore 
con parole sottovoce
di leggero pudore
...è così dolce, regale il suo cuore
che stelle ha negli occhi
quando fa l'amore...
Ti amo e non lo sai
ti amo e mi avvicino
ti amo e non lo sai
mentre ti allontani
ti amo e non lo sai....
ti amo e non lo sai....
Quando comincio
tremi e sei preoccupata
ma che bella vita
far la donna innamorata
ma tu hai grilli per la testa
tu sogni di scappare
dai, fatti la doccia e non ci pensare...
Ti amo e non lo sai
ti amo a più non posso
ti amo e non lo sai
...mentre ti salto addosso
ti amo e non lo sai...
Apri gli occhi bagnati
mi fissi un momento
sei triste ma non puoi
tu non puoi fermare il tempo...
Un'attrice gira il mondo
un'attrice deve recitare
tu con me fai le prove
quando hai i capelli da asciugare.
Ti amo e non lo sai
ti amo e mi avvicino
ti amo e non lo sai
mentre ti allontani
ti amo e non lo sai....
ti amo e non lo sai...
Da "Ti amo e non lo sai" di Baccini
Akuaduulza akuaduulza ma de un duulz che nissoen el voe beev
Acqua stràca e acqua sgunfia sciùscia i remuj e i gaamb di fiulìtt… ![davide_VDS_18Mar[1]](http://files.splinder.com/1643357b566ccc6beb0c899745897aed.jpeg)
Lavandèra in soe la riva cul tò ass per pugià giò i genoecc
El savòn e la camìsa, sfrèga i pàgn e’l riflèss di muntàgn
E quest’unda vagabunda l’è una lèngua che bagna i paròll,
lèngua che rànza e lèngua redùnda, prema l’è timida e poe sbròfa tucc…
Akuaduulza akuaduulza troppa vòlta per fàss carezzà
Acqua ciàra o spurcelènta, tropa vègia per tràss foe i mudaand,
suta el ventru de ogni barca e sura la cràpa de ogni sàss
sura el rusàri de ogni memoria…ma sura de te resterà nissoen pàss..
gnanca el suu che te frusta la schèna o la loena che pucia giò i pee,
gnanca la spada de ogni tempesta riussirànn a lassàtt un disègn…
Akuaduulza akuaduulza acqua che scàpa e che poe turna indree
Acqua vedru e acqua perla prunta per tucc ma che spècia nissoen
Gh’èmm una fàcia de tartaruuga e gh’èmm una fàcia de pèss in carpiòn
Gh’èmm una fàcia che paar roba tua e urmai te vedum senza vardàtt
Quajvoen l’è scapaa da la spuzza dell’alga e poe l’è turnaa per lavàss i soe màn
Quajvoen l’ha spudaa in soe la tua unda e poe le turnaa cun ‘na lacrima in pioe
Akuaduulza akuaduulza quanta acqua impienìss questi oecc
Acqua negra e senza culpa, acqua santa senza resònn
E passa un batèll e passa un invernu e passa una guèra e passen i pèss
Passa el veent che te ròba el mantèll e passa la nèbia che sàra soe i stèll
Pescaduu che te làsset la spunda ne la brèva che càgna i vestii
Rèma i pee soe sta foeja che dùnda cun la canzòn che te voett mai finì……
Da "Akuaduulza" di Davide Van Des Froos
.. vento d'estate,
io vado al mare, voi che fate?![tramonto-gioiosano[1]](http://files.splinder.com/5bdc7f2c636ac587c8859a08d7640221.jpeg)
Non mi aspettate,
forse mi perdo....
Da "Vento d'estate" di Max Gazzè.
Mentre aspetto il tuo ritorno
Metto in ordine le idee 
Non so davvero in quale fortunato giorno
Da quella porta spunterai
Ho aggiustato il lavandino
E lo stereo finalmente va
Sono un uomo pieno di risorse in fondo
La vita mi conosce già
Sono qui che ti aspetto
Perché ho voglia di vincere
Non c’è altro che vorrei
Rincontrare gli occhi tuoi
Cancellarmi e rinascere
Ovunque sei
Ti mancherà la mia complicità
Ovunque sei
Qualunque faccia mi somiglierà
Ovunque sei
Ti impegnerai per non amarmi più
Testardo io
Che quella fede non l’ho persa mai
Accetterò da te qualunque verità
Sarà come la prima volta
Impacciato starò lì
Cercando di strapparti una risposta
Un meraviglioso “si”
Ogni amore ha i suoi tarli
Ogni storia ha i suoi limiti
Resistenze non farò
Se destino accetterò
Anche il rischio di perderti
Ovunque sei
Di maledirmi non stancarti mai
Quello che vuoi
Ma questo cuore sanguina lo sai
Vigliacchi noi
Ci consegnamo a questa realtà
Vivremo poi
Con questo dubbio per l’eternità
Svegliarmi dovrei
La casa è aperta torna quando vuoi
Mi trovi qui
Perché non voglio perderti così
Mille altre volte ricomincerei
Ancora ti perdonerei
La voglia c’è
È sempre viva questa nostalgia
Di te
Ovunque sei
Mi manchi
Da "Mentre aspetto che ritorni".
Vivere non è difficile potendo poi rinascere
cambierei molte cose un po' di leggerezza e di stupidità. 
Fingere tu riesci a fingere quando ti trovi accanto a me
mi dai sempre ragione e avrei voglia di dirti
ch' è meglio se sto solo...
Ma l' animale che mi porto dentro
non mi fa vivere felice mai
si prende tutto anche il caffè
mi rende schiavo delle mie passioni
e non si arrende mai e non sa attendere
e l' animale che mi porto dentro vuole te.
Dentro me segni di fuoco è l'acqua che li spegne
se vuoi farli bruciare tu lasciali nell' aria
oppure sulla terra.
Da "L'animale".

Ce ne iemmu a la Punta in u juorno de vientu,
a camminari sulli rocci ce la facimmo a stentu
e quanno ce fermammo per ripusari,
sentimmo quant’era bono l’ uduri di chiddu mari.
Di la’ po’ vidi n’isula e u vientu ca te tucca,
da’ puri lu suli te bacia din’t a bucca,
E’ cosi beddo annare la’ a scanciarsi l’ effusiuni
Ca li gabbiani urlano e chianciano per l’emuziuni.
...e intanto conto i denti
però il conto non mi torna
ce n'è uno che mi manca
e forse tu mi puoi aiutare,
per caso non l'hai mica
ritrovato a casa tua?
Ero così distratto, amore mio,
quando ti ho morso il cuore...
Da "Souvenir" di Francesco De Gregori.
In piena facoltà, egregio Presidente,
le scrivo la presente che spero leggerà,
la cartolina qui mi dice terra terra
di andare a far la guerra quest'altro lunedì.
Ma io non sono qui, egregio Presidente,
per ammazzar la gente più o meno come me.
Io non ce l'ho con lei, sia detto per inciso,
ma sento che ho deciso e che diserterò.
Ho avuto solo guai da quando sono nato
e i figli che ho allevato han pianto insieme a me,
mia mamma e il mio papà ormai son sotto terra
e a loro della guerra non glie ne fregherà.
Quand'ero in prigionia qualcuno m'ha rubato
mia moglie il mio passato, la mia migliore età,
domani mi alzerò e chiuderò la porta
sulla stagione morta e m'incamminerò.
Vivrò di carità sulle strade di Spagna,
di Francia e di Bretagna e a tutti griderò
di non partire più e di non obbedire
per andare a morire per non importa chi.
Per cui se servirà del sangue ad ogni costo,
andate a dare il vostro, se vi divertirà
e dica pure ai suoi, se vengono a cercarmi,
che possono spararmi, io armi non ne ho.
Da "Il disertore" di Ivano Fossati (Boris Vian)
E' vero che dalle finestre non riusciamo a vedere la luce perchè la notte vince sempre sul giorno e la notte sangue non ne produce. 
E' vero che la nostra aria diventa sempre più ragazzina e si fa correre dietro lungo strade senza uscita.
E' vero che non riusciamo a parlare e che parliamo sempre troppo.
E' vero, sputiamo per terra quando vediamo passare un gobbo, un tredici o un ubriaco.
O quando non vogliamo incrinare il meraviglioso equilibrio di un odiosità senza fine di una felicità senza il peggio.
E' vero che non vogliamo pagare la colpa di non avere colpe e che preferiamo morire.
Piuttosto che abbassare la faccia, è vero, cerchiamo l'amore sempre nelle braccia sbagliate.
E' vero che non vogliamo cambiare il nostro inverno in estate, è vero che i poeti ci fanno paura.
Perchè i poeti accarezzano troppo le gobbe,amano l'odore delle armi,odiano la fine della giornata.
Perchè i poeti aprano sempre la loro finestra anche se noi diciamo che è una finestra sbagliata.
E' vero che non ci capiamo, che non parliamo mai in due la stessa lingua.
E abbiamo paura del buio e anche della luce, è vero, che abbiamo tanto da fare che non facciamo mai niente.
E' vero che spesso la strada sembra un inferno, una voce in cui non riusciamo a stare insieme, dove non riconosciamo mai i nostri fratelli.
E' vero che beviamo il sangue dei nostri padri e odiamo tutte le nostre donne e tutti i nostri amici.
Ma ho visto anche degli zingari felici corrersi dietro, far l'amore e rotolarsi per terra.
Ho visto anche degli zingari felici in piazza Maggiore a ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.
Da "Ho visto anche degli zingari felici" di Claudio Lolli.
Lo studio si trascina,
la matita non solca più la valle
ne devo affilar la mina.
Dal temperamatite escon farfalle
che mi portan come rima
tra gigli e mille calle.
Dalla sua cella lui vedeva solo mare
ed una casa bianca in mezzo al blu. 
Una donna si affacciava:
Maria, è il nome che le dava lui.
Alla mattina lei apriva la finestra
e lui pensava 'Quella è casa mia,
tu sarai la mia compagna, Maria':
una speranza e una follia.
E sognò la libertà e sognò di andare via, via
e un anello vide già sulla mano di Maria.
Lunghi silenzi:come sono lunghi gli anni.
Parole dolci che si immaginò:
'Questa sera vengo fuori, Maria,
ti vengo a fare compagnia'.
E gli anni stan passando, tutti gli anni insieme;
ha già i capelli bianchi e non lo sa.
Dice sempre 'Manca poco, Maria,
vedrai che bella la città'.
E sognò la libertà e sognò di andare via, via
e un anello vide già sulla mano di Maria.
E gli anni son passati, tutti gli anni insieme
ed i suoi occhi ormai non vedon più.
Disse ancora:'La mia donna sei tu'
e poi fù solo in mezzo al blu,
e poi fù solo in mezzo al blu,
e poi fù solo in mezzo al blu.
e poi fù solo in mezzo al blu…
..vengo da te Marì....
Da "La casa in riva al mare"
Frate Francesco partì una volta per oltremare
Fino alle terre di Babilonia a predicare, 
coi suoi compagni sulla via dei Saracini
furono presi e bastonati, i poverini!
Frate Francesco parlò
E così bene predicò
Che il Gran Sultano ascoltò
E molto lo ammirò,
lo liberò dalle catene…
così Francesco partì per Babilonia a predicare.
Frate Francesco si fermò per riposare
Ed una donna gli si volle avvicinare,
bello il suo volto ma velenoso il suo cuore,
con il suo corpo lo invitava a peccare.
Frate Francesco parlò:
“Con te io peccherò”
Nel fuoco si distese,
le braccia a lei protese.
Lei si pentì, si convertì…
così Francesco partì per Babilonia a predicare..
Da "Il sultano di Babilonia e la prostituta".
(Dj Bedo)
Compagnami fino alla strada che porta al fiume
in quel bosco dove abbiamo fatto l'amore![images[27]](http://files.splinder.com/a3cc96b8becb5d4b5a1865e45cc19bfd.jpeg)
nessuno ci scoverà nel fresco brume
quando mischieremo il nostro sapore.
Un giorno di sole è un dono divino
e noi dobbiamo ballare sul nostro destino.
Mancheremmo ai nostri piedi se non dovessero toccarsi
inutili aquiloni avremmo disegnato in questo cielo
lo sai, non è difficile abbracciarsi,
al che tu sfili piano il primo velo...
Quel vestito da dove è sbucato?
Che impressione vederlo indossato,
se ti vede tua madre, lo sai,
questa sera finiamo nei guai..
E' strano ma sei proprio tu
quattordici anni o un po' di più
la tua barbie è da un po' che non l'hai
e il tuo passo è da donna ormai.
Al telefono è sempre un segreto,
quante cose in un filo di fiato
e vorrei domandarti "chi è?"
ma lo so che hai vergogna di me.
La porta chiusa male e tu
lo specchio, il trucco, il seno in su
e fra poco la sera uscirai,
quelle sere non dormirò mai...
E intanto il tempo se ne va
e non ti senti più bambina,
si cresce in fretta alla tua età
non me ne sono accorto prima,
e intanto il tempo se ne va
fra i sogni e le preoccupazioni,
le calze a rete han preso già
il posto dei calzettoni.
Farsi donna è più che normale
ma una figlia è una cosa speciale,
il ragazzo magari ce l'hai
qualche volta hai già pianto per lui.
La gonna un po' più corta e poi,
malizia in certi gesti tuoi
e fra poco la sera uscirai,
quelle sere non dormirò mai...
Da "Il tempo se ne va".